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Recycling International n. 6 di Agosto 2012 ITA
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06 Agosto 2012



Lamacart, “guidata da un potente motore”

Una delle aziende Italiane leader nel settore del riciclo della carta, che ha basato il suo sviluppo in egual misura tra passione, perseveranza ed innovazione, ha una storia record che ci riporta al 1934. Nata su iniziativa di Francesco Nicolis e poi ulteriormente sviluppata e portata ad un livello internazionale da Luciano Nicolis, Lamacart rappresenta in Italia l’inizio dell’attività del riciclo della carta da macero. “Il riciclo della carta da macero non esisteva allora; tutto doveva essere scoperto e creato”, sottolinea l’attuale Amministratore delegato Thomas Nicolis, che tuttora si ispira ai precursori della sua famiglia e che li considera come uomini esemplari anche per il business.


Con la sua sede principale a Villafranca, cittadina del nord Italia che si trova a pochi chilometri da Verona, il leader nazionale della carta da macero Lamacart dispone di 5 principali impianti nella propria Regione, nei quali svolge principalmente la propria attività. All’inizio con piccoli passi, poi allungando il passo, l’azienda ha raggiunto i vertici del proprio settore a livello nazionale ed attualmente avvia al riciclo circa 1.000.000 di tonnellate all’anno. Questa quota rappresenta circa il 15% di tutta la quantità di carta da macero gestita sull’intero territorio nazionale da tutti gli operatori del settore.

Considerando che attualmente si raccoglie solamente una media annua di 50 kg per abitante, l’amministratore delegato è sicuro che ci siano ulteriori possibilità di sviluppo. “Il dato medio per abitante è al momento basso. E per ciò che ci diamo da fare per poter raggiungere l’obiettivo nazionale di aggiunta di 500.000 tonnellate all’anno, che ci permetterebbe di arrivare a 9.000.000 di tonnellate in totale”, dichiara Nicolis, aggiungendo che l’intenzione di Lamacart rimane quella di contribuire attivamente alla causa prevedendo ulteriori investimenti innovativi. “Tutti i nostri impianti sono dotati delle più moderne tecnologie, permettendoci di raggiungere degli ottimi traguardi sia per quanto riguarda la raccolta che per il successivo avvio al riciclo”.

Con già 78 anni di esperienza alle spalle, la rete di Comuni o di Industrie che possono beneficiare del nostro network di piattaforme di proprietà o convenzionate è molto ampia. “I nostri servizi sono rivolti a tutti i settori che spaziano da quello del packaging, alla distruzione dei documenti riservati, ai Comuni ed Aziende Municipalizzate, al settore della Grande Distribuzione, del Commercio e dell’Industria ed alle Banche. Lavoriamo anche con molte assicurazioni, in quanto ci viene richiesto un servizio di distruzione certificata dei loro documenti riservati”.

"La priorità numero uno"

All’inizio dell’attività, il lavoro consisteva principalmente nella raccolta di sacchi di carta usati che avevano contenuto il cemento per le costruzioni; tutti i residui venivano eliminati ed i sacchi potevano quindi essere riparati e rivenduti “come nuovi” per il riutilizzo oppure avviati al riciclo presso le cartiere. Nel tempo ciò si è trasformato in un servizio sempre più aperto nei vari settori del riciclo della carta, portando al recupero di tutte le tipologie. “Oggi Lamacart è autorizzata per lo svolgimento dell’attività di raccolta e di avvio al recupero/smaltimento di tanti altri materiali riciclabili e non, quali la plastica”, puntualizza Nicolis. “In ogni caso, anche se l’intenzione è quella di sviluppare sempre di più il nostro business, l’attività di riciclo della carta rimane la priorità numero uno”.

Con l’obiettivo costante di ampliare l’attività, all’inizio con il nonno ed ancor di più con il padre Luciano prima di lui, l’approccio al lavoro è stato da sempre pratico e concreto : uno dei fattori chiave che ha permesso a Lamacart un continuo sviluppo è stata l’abilità di affrontare il mercato anticipandolo e reagendo alle varie situazioni. Con l’imminente inaugurazione dei nuovi uffici, la superficie operativa si estende attualmente su oltre 150.000 mq.

Oltre a sviluppare le opportunità di crescita sul proprio territorio, Lamacart ha avuto negli anni anche una importante crescita oltre i confini che ha portato l’azienda sui più ampi mercati Europei e Mondiali. Secondo l’amministratore delegato, questo è stato possibile anche perché l’Italia si è posta sul mercato Europeo come uno dei potenziali principali attori sui mercati dell’export. Spiega che “all’incirca 6.000.000 di tonnellate di carta vengono raccolte ogni anno in Italia, con il risultato che almeno 1.500.000 di tonnellate eccedono il fabbisogno locale e quindi vengono generalmente esportate verso quei Paesi che hanno invece un deficit di fornitura di materie prime secondarie. Questo ci porta a poterci presentare come un interessante partner per i mercati esteri.”

“Fatta da nuove idee”

Gli orizzonti della nostra azienda non si fermano agli Stati Europei confinanti. Nicolis ci dice : “L’Europa sta diventando un mercato troppo piccolo per chi ha ancora voglia di fare crescere e di sviluppare la propria impresa. Questa è una delle ragioni che ci ha spinto a portare Lamacart ad essere riconosciuta come un’azienda veramente globalizzata.”

“Questo obiettivo è risultato molto positivo per noi ed è stato comunque sempre sentito all’interno della nostra famiglia”, sottolinea Nicolis.

“Lamacart è stata creata da nuove idee, adottando una visione internazionale, ragionando su larga scala ed anche assumendo dei rischi”, ci dice.

Nicolis spiega che lo spirito è da sempre stato quello di non essere esclusivamente prudenti se si vuole far crescere il proprio business, più semplicemente “non si può stare nascosti”.

Giusto poco tempo fa, lo spirito intraprendente dei Nicolis è stato premiato in un modo unico.

“Abbiamo recentemente acquisito una licenza per poter operare direttamente sul mercato Cinese. Questa è una importante notizia sia per noi che per il mercato Italiano in quanto siamo stati uno dei primi operatori Italiani che ha avuto accesso sul più importante mercato del Far East,” esclama Nicolis, che riconosce in questo significativo traguardo uno degli elementi chiave che potrà portare l’azienda al raggiungimento dell’ambizioso traguardo del raddoppio della propria attività entro i prossimi 5 anni.

Un altro storico traguardo è stato raggiunto quest’anno con l’assegnazione a Lamacart dell’ambito Papyrus Award, che per la prima volta nella storia del settore è stato consegnato ad un’azienda Italiana dal BIR, l’organizzazione che rappresenta a livello mondiale tutti gli operatori appartenenti al settore del recupero, riconoscendo il contributo che l’azienda ha saputo dare nel riciclo della carta.

Non solo riconoscente, ma anche orgoglioso per questo importante premio internazionale, Nicolis ha dichiarato che è un buon esempio delle capacità imprenditoriali e del buon lavoro di team di un’azienda Italiana. Aggiunge : “Questo è il massimo riconoscimento che potevamo ricevere nel nostro settore e che dimostra che anche un piccolo player di un mercato globale può ambire a degli importanti risultati soprattutto se spinto dalla passione in quello che fa”.

“Portatori di bandiera”

Il Presidente del BIR Paper Division Sig. Ranjit Baxi, che era presente a Roma per la cerimonia di consegna del Papyrus Award, ha descritto la famiglia Nicolis come dei “portabandiera ispiratori” ed “ambasciatori” nel settore del riciclo della carta, acclamando la ditta e definendola un “campione della nostra industria”. Profondamente toccato da queste parole, Nicolis ci dice che attribuisce tutti i risultati sino ad oggi ad una costante e da sempre esistente “passione per il recupero”, aggiungendo che Lamacart non è mai stata spinta esclusivamente da motivazioni monetarie, ma è da sempre stata portata a consolidare la propria conoscenza anche attraverso il “recupero del passato”, mantenendo quindi uno sguardo anche sempre all’indietro.

Nel descrivere il padre alla guida della società, l’amministratore delegato lo ricorda come un uomo brillante e con un acuta intelligenza, capace di vedere un valore nelle cose che gli altri buttavano via. Lavorando a casa propria in un piccolo magazzino realizzato con le poche disponibilità dell’epoca, Luciano cominciò a raccogliere ed a portare a casa quantitativi di carta da macero e di vecchi giornali che raccoglieva sul territorio. All’inizio le preoccupazioni ed i pensieri erano molti. “In quei giorni l’attività di riciclo non era di moda come oggi ed inoltre non era riconosciuta come un lavoro dignitoso” ci dice Thomas Nicolis. “Era un lavoro che si svolgeva in un ambiente polveroso e che ti faceva sporcare, e così per mio padre è stato ancora più impegnativo poter arrivare a dimostrare alla gente che stava creando un lavoro serio”.

Si lavorava sempre, non c’erano i macchinari di oggi e soprattutto non esisteva un supporto nemmeno legislativo a sostegno dell’attività. “Nessuno raccoglieva la carta da macero prima e quindi non esistevano attrezzature specifiche” ci spiega. “Tutto dipendeva dal grande impegno, da molte ore di faticoso lavoro e dal grande ingegno. Si può dire che allora eravamo noi i Paesi emergenti di oggi”.

“Più che sognatori”

Lo scenario cambiò quando Luciano Nicolis diede inizio alla rivoluzione tecnologica di Lamacart, sempre con un occhio al futuro e in cerca delle migliori soluzioni tecniche e all’avanguardia. “Mentre mio padre stava sviluppando l’attività, il lavoro che all’inizio veniva svolto esclusivamente dall’uomo, pian piano cominciava ad essere gestito anche con l’impiego di macchinari”, ci dice. “Ciò apri la strada per l’arrivo ad una gestione con metodi sempre più precisi ed automatizzati; lo stesso spirito contraddistingue l’azienda anche oggi”. Luciano attraverso Lamacart è stato in grado di dimostrare che siamo “più che sognatori”.

L’attuale amministratore delegato spiega che solo un continuo aggiornamento e sviluppo dei processi può portare un riciclatore a distinguersi dagli altri ed è ciò che può consentire ad un’azienda un continuo sviluppo e a non rimanere mai ferma. “Uno dei sistemi migliori per avanzare sul mercato è quello di dotarsi sempre delle più aggiornate tecnologie”, afferma. Tuttavia, osserva, il grande peso dell’attuale crisi economica sta mettendo in difficoltà molti operatori del riciclo, non più motivati per impegnarsi con ulteriori investimenti ed impegni finanziari, che stanno perdendo la voglia di guardare a nuovi risultati nel lungo termine. Nicolis conclude : “Molti non credono più in un futuro”.

Secondo lui visione, pianificazione ed organizzazione sono le basi per il successo di un’impresa. “E’ quello che mi hanno sempre insegnato mio nonno e mio padre fin dall’inizio, ed è ciò che contraddistingue tuttora Lamacart e la nostra idea di azienda fatta dall’uomo”. Guardando al passato Thomas insiste nel dire che tuttora la guida deriva dal “potente motore” che hanno messo in moto loro. Anche se generalmente è il risultato materiale che dà credibilità ad un’ operazione commerciale, la misura del vero successo è data da quello che le persone riescono ad esprimere attraverso il proprio lavoro; “fare bene il proprio lavoro deve essere quindi considerato lo stimolo più importante, e non l’essere pagati per farlo. Il denaro è sicuramente necessario, ma esso deve essere solamente il riconoscimento che si riceve per un lavoro ben fatto e non il fine”.

“L’attività di sposta in Germania”

Questi principi erano fortemente trasmessi da suo padre, che all’epoca era stato anche capace di portare l’attività di Lamacart in Germania, quale prima azienda Italiana del settore che arrivò su tali mercati negli anni ’70.

Tuttavia, forse il suo lascito più notevole va ben oltre il mondo del riciclo e riflette il fascino di quest’uomo uomo con eleganti ed imponenti automobili : è stato nel 2000 che la famiglia del riciclo ha aperto le porte del suo museo privato, il Museo Nicolis.

“Mio padre era stato da sempre appassionato di tutto quello che riguardava la meccanica e la tecnica” spiega Thomas Nicolis. “Giorno dopo giorno il suo interesse cresceva e comprendeva non solo auto, moto e biciclette ma qualsiasi cosa meccanica, come per esempio macchine da scrivere e strumenti musicali. Le cose veramente più incredibili”, dice. Il progetto era nato dal desiderio di Luciano di fare vedere la storia di quello che l’uomo era stato capace di fare nel tempo attraverso i mezzi di trasporto e la tecnica in generale.

“Gioielli della meccanica”

Il Museo fatto nascere da Luciano Nicolis è oggi la sede di una importante collezione che attira ogni anno migliaia di appassionati dell’automobile; comprende una raccolta composta da centinaia di automobili e mezzi completi e funzionanti costruiti da diverse case quali Ferrari, Fiat e Ford.

“Ha messo talmente tanto di sè in tutto questo, occupandosi personalmente dei restauri e facendo in modo che tutto fosse perfetto e funzionante” dice Thomas Nicolis. Ricorda con orgoglio che il padre, che è scomparso di recente quest’anno, aveva una capacità unica nel riconoscere dietro dei rottami arrugginiti dei gioielli della meccanica da riportare all’antico splendore.

Riferendosi al Museo come ad una testimonianza che rispecchia anche la storia della propria famiglia, Thomas Nicolis ci spiega che ci entra più volte tutte le settimane. “E’ stato creato con così tanto amore e dedizione che è come se mio padre vivesse ancora lì dentro”.

E’ stato il suo sogno lungo una vita ed era solito dire “Noi non siamo i proprietari di tutto questo, ne siamo i custodi per il futuro”.

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